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Storia dell’osteopatia


L’osteopata è un Dottore?
Quali sono i campi di applicazione dell’osteopatia?

Conferenza delle regioni e delle provincie autonome


Negli Stati Uniti, nell’epoca conservatrice e puritana del tardo ottocento, “the Old Doctor” come veniva chiamato il medico Andrew Taylor Still, venne in tutti i modi ostacolato nel diffondere le sue terapie manipolative come metodo di cura. L’ostilità a tale forma terapeutica fu quindi assai netta in origine.

Solo dopo anni di pratica e molti risultati positivi, A.T. Still riuscì a convincere molti connazionali sulla reale utilità dell’Osteopatia, ed è a lui che si attribuisce unanimemente non solo il merito di aver definito la disciplina ma, soprattutto, di aver perseverato nello sviluppare i principi e le pratiche che fecero evolvere la stessa arte in un vero e proprio metodo curativo, autonomo e distinto rispetto alle terapie medico-chirurgiche e farmacologiche.

Malgrado questo, è allo stesso A.T. Still che si attribuisce la seguente osservazione: “Non ritengo esser l’autore di questa scienza; nessuna mano umana ne ha disposto le sue leggi; non chiedo onore più grande che averla scoperta“¹, anche perché “i principi meccanici su cui l’Osteopatia si basa sono vecchi quanto l’universo.” ²”Non cito autori primogeniti, tranne Dio e l’esperienza.”³

Il primo trattamento

Un giorno mentre si recava da un amico, Still vide dinanzi a lui una povera donna circondata dai suoi tre bambini. Uno di questi, mentre camminava, era sanguinante. Pensando che si trattasse di una dissenteria emorragica, Still si offrì di prendersi cura del bambino.

Lo visitò e sentì la colonna vertebrale contratta e calda, soprattutto nella regione lombare, mentre la parete addominale la percepì molto fredda. Still capì improvvisamente che tale contrattura era in relazione con il cattivo funzionamento intestinale e intuì che se avesse liberato la regione lombare avrebbe certamente migliorato le funzioni intestinali del bambino.

Still cercò pertanto di mobilizzare le articolazioni e riequilibrare i muscoli della regione lombare, che dopo alcuni minuti sentì rilasciarsi e, contemporaneamente, percepì la schiena del bambino più fresca e la sua parete addominale intiepidirsi. Egli postulò che con tali manipolazioni non solo si fosse normalizzato il flusso circolatorio, ma che la stessa funzione del sistema nervoso avesse potuto migliorare, svolgendo meglio il suo ruolo di autodifesa.

Still aveva liberato la colonna vertebrale del bambino da tutte le piccole anomalie funzionali e, a conferma, la mattina seguente la madre gli riferì la completa guarigione di suo figlio.

Era la prima volta che A.T. Still metteva realmente in pratica le sue osservazioni sulla stretta relazione esistente tra struttura vertebrale e conseguenze disfunzionali in strutture e organi a questa collegati, anche se distanti.

“La struttura governa la funzione; dove il sangue circola normalmente la malattia è impotente a svilupparsi poiché il nostro sangue è capace di fabbricare tutti i principi utili per garantire l’immunità naturale e lottare contro le malattie”.

Per Still era importante affermare il principio per cui la palpazione rappresentava il solo metodo che consentisse di diagnosticare le alterazioni funzionali, ovvero di percepire non soltanto le anomalie di densità dei tessuti peri-articolari, ma anche per dedurre le interferenze nervose e vascolari collegate.

Il trattamento proposto da Still consisteva soprattutto in manovre sui tessuti molli, mediante graduali mobilizzazioni ed manipolazioni vertebrali. Interessandosi sempre più alla terapia manuale egli iniziò ad esercitare la sua arte in modo sistematico.

1874. La bandiera dell’osteopatia è issata

Era il 22 giugno del 1874 quando Andrew Taylor Still annunciò al mondo la nascita dell’Osteopatia, fortemente determinato a divulgare il più possibile i principi della nuova professionalità.

Nella sua tenace convinzione egli trovò la motivazione per divulgare pubblicamente il suo talento, le sue intuizioni e osservazioni, a dispetto dell’opposizione professionale e delle pubbliche umiliazioni subite.

E’ noto infatti che il Dott. Still venne non solo schernito e allontanato dai medici locali, ma anche ostacolato da amici e persino escluso dalla chiesa metodista a cui apparteneva.

Tuttavia, riponendo la massima fiducia in Dio e nelle leggi della natura, Still perseverò e solo dopo anni di pratica e di risultati positivi, riuscì ad affermare nella pratica la reale utilità dell’Osteopatia.

La sua reputazione di medico osteopata, o meglio “aggiustaossa”, superò rapidamente le frontiere del Missouri anche se, a seguito delle continue denigrazioni subite gli fu difficile trovare giovani medici pronti a condividere le sue idee. E, in tale situazione, i suoi primi assistenti furono i suoi cinque figli.

Il 1° novembre del 1892 fu istituita a Kirksville (Missouri, USA) la prima scuola al mondo di osteopatial’American School of Osteopathy (ASO), tutt’oggi esistente e divenuta università allo stesso Still intitolata (ATSU).

La prima classe di undici studenti fu composta da vecchi pazienti, amici di famiglia e dai cinque figli di Still.

Successivamente vennero ammessi alla frequenza dei corsi anche uomini di colore e cinque donne che Still ritenne particolarmente adatte per praticare l’osteopatia rispetto agli uomini. Una scelta che, considerando il contesto sociale dell’epoca, ci dimostra lo spirito audace e la mentalità aperta propria del Dott. Still.

La stessa scuola avrebbe potuto addirittura consegnare ai suoi studenti il diploma in Dottore in medicina (M.D.), poiché alla fine del 19° secolo negli Stati Uniti l’insegnamento della medicina avveniva unicamente in scuole private. Tuttavia Still preferì dar loro un diploma in Osteopatia (D.O.), titolo specifico che voleva rappresentare ancor di più la differenza esistente tra la medicina classica e l’osteopatia.

L’osteopatia nella storia

Prima di StillI primi del mondo

“I medici di Crotone sono i primi del mondo, secondi quelli di Cirene.”

Così scriveva lo storico greco Erodoto nel Libro III delle “Storie”, al capitolo 131. La notizia, fornita da uno degli storici più intelligenti e più onesti del mondo antico, attesta il primato della scuola medica crotoniate nel VI e V sec. a.C..

Democede – Il mercenario della salute

Democede di Crotone

Di Democede, definito dallo storico di Alicarnasso “medico di professione, il più abile nella sua arte a quei tempi”, sappiamo che visse nel VI sec. a.C., che fu un inquieto giramondo, e molto sensibile ai lauti guadagni.

Ancora giovane, dopo l’ennesima lite con il collerico padre, andò via da Crotone e si stabilì nell’isola di Egina, dove esercitò la sua professione per due anni, guadagnando più di un talento. Si trasferì successivamente ad Atene per guadagnare uno stipendio di 100 mine annue, sino a quando Policrate, il tiranno di Samo, lo ingaggiò nella sua corte con il (per quei tempi favoloso) compenso di 2 talenti annui.

Catturato dal satrapo persiano Orete nell’agguato che segnò la misera ed ingloriosa fine di Policrate, Democede fu ridotto in schiavitù. Fortuna volle che Dario, il re di Persia, si slogasse un piede durante una battuta di caccia e che, venuto a sapere dell’abilità medica dello schiavo crotoniate, ricorresse alle sue cure. Democede curò perfettamente il piede del re, guarì anche sua moglie, la regina Atossa, di un tumore alla mammella, e ricevette come premio una enorme quantità di oro, una grande casa a Susa, un posto fisso alla tavola del re, una posizione influente alla corte reale.

Alcmeone – Il pioniere della medicina sperimentale

Di ben diversa levatura morale ed intellettuale fu Alcmeone, nato a Crotone verso la fine del VI, autore di un’opera (Sulla natura), della quale possediamo l’incipit ed una serie brevi di citazioni, ma sufficienti a fornirci un’idea sulle sue dottrine medico-scientifiche.

Fu tra i primi a introdurre il concetto della inscindibile sintesi tra mente e corpo e a praticare la dissezione dei corpi umani ed animali per scoprire le cause delle malattie e le relazioni tra queste ed il mondo esterno. Fino ad allora, tale pratica era fortemente condannata dai costumi e la mentalità religiosa del tempo.

E’ opportuno inoltre ricordare che prima di Alcmeone la medicina aveva avuto un carattere magico-sacerdotale: le malattie erano imputate all’influsso funesto di divinità maligne e le forme di terapia più diffuse consistevano in riti magici, purificazioni, incantesimi, praticati da sacerdoti, maghi, e ciarlatani di ogni sorta.

Alcmeone liberò la medicina dalla magia e dalla ciarlataneria, e la trasformò in una scienza sperimentale, tentando di sviluppare un metodo empirico fondato esclusivamente sull’esperienza e sul ragionamento.

Egli affermava che l’uomo non ha certezze evidenti, ma può solo far congetture partendo dai dati sensibili e l’esperienza è l’unico principio di apprendimento.

L’uomo fra tutti gli altri esseri viventi è l’unico a comprendere che il principio guida del corpo umano è il cervello, e che la malattia ha origine nell’ambiente.

Alcmeone, dunque, libero dalla superstizione dell’animismo, agiva con perfetta razionalità di fronte alla natura, fiducioso che le leggi della natura non sono superiori alla possibilità della conoscenza umana.

Non fa, dunque, meraviglia che, partendo da queste premesse teoriche, il medico crotoniate avesse scoperto fra le altre cose il decorso dei nervi cranici, la loro funzione, il loro rapporto con i nervi periferici; sì da suscitare più di due millenni dopo l’entusiasmo di un uomo dal carattere schivo come il neurologo italiano Camillo Golgi, premio Nobel per la medicina nel 1906.

Furono discepoli di Alcmeone i crotoniati Eurifone ed Eurofilo, fondatori della celebre scuola medica di Cnido, che nella sua attività dedicò particolare interesse allo studio dell’anatomia.

Fu Eurodico di Selimbria, uno scolaro di Eurifone, il maestro di Ippocrate di Como, insigne medico, sotto il cui nome ci sono stati tramandati circa 130 scritti risalenti in parte al V, IV sec. a.C. Nella diatriba tra la scuola di Coo e di Cnido si scrive parte della storia della medicina attuale, i primi vedevano l’individuo come un elemento integro e i secondi la malattia come un intruso.

Con Still

1874

Nascita dell’osteopatia ad opera di Andrew Taylor Still.

Per quattordici anni cura i propri pazienti affetti da varie malattie (incluse quelle infettive) ricorrendo ad aggiustamenti manuali dei tessuti, soprattutto dell’addome e del torace, e a mobilizzazioni della colonna vertebrale.

Solo successivamente introdurrà le “manipolazioni” specifiche.

1892

Viene fondato il primo Collegio di Medicina Osteopatica: l’American School of Osteopathy (ASO), a Kirksville nel Missouri.

Già dopo pochi anni le iscrizioni raggiungono le 500 persone.

Prima di morire Still arriverà a formare più di 5000 osteopati D.O.

Oggi questo collegio si chiama Kirksville College of Osteopathic Medicine (KCOM).

Dopo Still

1929

A seguito delle sue ricerche William Garner Sutherland, durante una conferenza, divulga pubblicamente il concetto di osteopatia craniale.

1939

Viene pubblicato il libro di William G. Sutherland :”The Cranial Bowl”

1936

Il 23 luglio viene fondato a Londra il General Council and Register of Osteopaths, (GCRO), primo registro in Inghilterra.

1951

Il 6 febbraio viene fondata in Francia la Société de Recherche Ostéopathique.

Uno dei fondatori della Société de Recherche Ostéopathique, Paul Gény D.O., crea a Parigi nell’autunno dello stesso anno L’École Française d’Ostéopathie, (E.F.O.). Thomas Dummer D.O., Denis Brooks D.O. e Parnell Bradbury D.O., sono i principali insegnanti.

Nello stesso anno, viene fondata la Société Française d’Ostéopathie, (S.F.O.), ad opera di R. Lavezzari M.D., D.O., Piedallu M.D., D.O., R. Maigne M.D., D.O., e R. Waghemaker M.D., D.O. Fra questi insegnanti alcuni continuano a diffondere la Medicina Osteopatica.

Harold Magoun pubblicò il testo fondamentale dell’osteopatia craniale “Osteopathy in the Cranial Field”.

1954

Muore W. Sutherland

1969

In Francia, venne fondata dai kinesiterapeuti F. Peyralade e R. Queguiner la Società di Studi e Ricerche e dell’Insegnamento Osteopatico , la prima scuola che integra il concetto craniale nel programma di studio obbligatorio.

1970

Per numerosi anni Viola Frymann, D.O., F.A.A.O. negli Stati Uniti, si dedica ai trattamenti dei disturbi neuromotori della prima infanzia e dirige “l’Osteopathic Center for Children” di San Diego, California. Grazie ad essa, l’osteopatia cranica sarà integrata all’insegnamento dell’osteopatia in California. Il suo esempio, dal 1982, fu seguito dalla Fondazione Canadese per l’ insegnamento e la Ricerca Osteopatica di Montreal.

1982

Creazione, da parte di Pierre Cornillot, dell’insegnamento in osteopatia riservato ai medici della facoltà di medicina di Bobigny-France. L’insegnamento è dispensato da non medici formatisi in Inghilterra. Dal 1982 al 1997, la durata dell’insegnamento era di 3 anni ed il numero di ore del corso 480, senza contare i tirocini associati a Maidstone, Wégimont ed in Francia, con un totale di circa 700 ore di corso.

Nel 1997 tale insegnamento si è trasformato in Diploma inter-universitario (DIU) di Medicina Manuale – è stato così obbligatorio ridurre la durata d’insegnamento a 320 ore in due anni.

La maggior parte degli studenti fanno contemporaneamente dei tirocini complementari di un centinaio di ore, quindi proseguono con corsi di insegnamento da 2 a 3 anni, che permettono loro di acquisire completamente i criteri di formazione definite dal World Osteopathic Health Organisation (WOHO) e dallo European Register Osteopathic Phisicians (EROP)

1984

Dal 5 al 9 settembre ha luogo il Primo Congresso Internazionale di Medicina Osteopatica organizzato dalla SBO-RTM. Vi partecipano vari tra i più importanti osteopati statunitensi: Rolin Becker D.O., Alan Becker D.O., Garry Ostrow D.O., Fred Mitchell D.O., E Miller D.O., Herb Miller D.O., Anne Wales D.O., Irvin Korr phD., Lawrence H. Jones D.O., Viola Fryman D.O., Edna Lay D.O., ed europei. Il congresso permette di ricongiungere l’osteopatia europea con la sua origine americana. Questi incontri hanno determinato una presa di coscienza della situazione dell’osteopatia in Europa rispetto a quella statunitense. Si fa sentire nei paesi europei la necessità di unificare i curricula di studio, prendendo come riferimento i programmi delle scuole inglesi, che rappresentano il patrimonio osteopatico trasmesso dal fondatore Andrew Taylor Still.

Il Congresso è l’inizio di una collaborazione didattica degli americani in Europa, soprattutto nella sfera cranio-sacrale

1988

Viene riconosciuto in Italia, il titolo di studio di osteopatia conseguito in Gran Bretagna, con sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio.

1989

Creazione del Registro degli Osteopati d’Italia, (ROI).

1993

La Gran Bretagna concede Lo Statuto che consacra il riconoscimento dell’osteopatia britannica (Osteopathic Act)..

2002

Pubblicazione nella Gazzetta ufficiale francese della Legge n° 2002-303 del 4 marzo 2002 relativa ai diritti dei pazienti ed alla qualità del sistema sanitario che nell’articolo 75 riconosce la professione dell’osteopata e del chiropratico.

L’osteopatia in EuropaL’arrivo dell’osteopatia in Inghilterra

L’osteopatia fu introdotta in Europa per opera di John Martin Littlejohn. Nacque nel 1865 a Glasgow, dove studiò diritto, letteratura, teologia, lingue orientali e la sua eclettica formazione continuò  fino al 1889 quando approdò allo studio dell’ anatomia e della fisiologia sotto la direzione dell’eminente fisiologo Dr. Mac Kendrick.

Per motivi di salute si trasferì nel 1892 negli Stati Uniti, e si laureò in economia politica.

Considerata la sua formazione e le capacità acquisite, molto presto gli  vennero affidate responsabilità universitarie, precisamente nell’ Amity College Springs in Iowa.

Ma fu nel 1897 che Littlejohn conobbe il Dott. A.T. Still per un consulto medico, e rimase tanto colpito dai risultati terapeutici ottenuti che decise di studiare l’osteopatia nel College di Kirksville.

Nel 1898 lasciò la presidenza dell’Amity College e si iscrisse all’ American School of Osteopathy.

Grazie alla sua notevole formazione universitaria presto gli fu affidato l’insegnamento della fisiologia, e in tale materia Littlejohn pubblicò due libri.

Concluse i suoi studi e si laureò in Osteopatia nel 1900, poco dopo fondò una scuola di osteopatia a Chicago che chiamò American College of Osteopathic Medicine and Surgery.

Nel 1903  viaggiò in Europa valutando la possibilità di fondare una scuola di osteopatia, cosa che accadde quando 1913 tornò definitivamente in Inghilterra per fondare a Londra il 7 marzo del 1917 la British School of Osteopathy (BSO). Isituto che rimane tuttora un riferimento internazionale nel campo dell’insegnamento e della clinica osteopatica.

John Littlejohn ha proseguito l’opera di Still,  avvalendosi naturalmente di quei nuovi elementi apportati dallo sviluppo delle scienze mediche e della medicina scientifica. Studiò particolarmente le relazioni che esistono tra i vari livelli della colonna vertebrale e gli organi del corpo, ed anche l’adattamento dell’uomo alla verticalità.

Tuttavia ha molto insistito sulla relazione esistente tra l’organismo vivente e il suo corpo, affermando che la salute è principalmente la conseguenza dell’armonia di questa relazione.

“Il grande principio dell’equilibrio si applica alla relazione tra l’organismo inteso come tutto e il suo ambiente. Nulla di ciò che viene dato al sistema dell’esterno può sostituire l’autosufficienza dell’organismo, ossia la sua capacità di autoguarirsi”

(John Martin Littlejohn, Notes sur les principes de l’ostéopathie, p. 15.)

L’arrivo dell’osteopatia in Francia

Le fonti storiche riferiscono che filosofia e i principi osteopatici di Still arrivarono in Francia attraverso tre differenti strade.

La prima fu percorsa dal Dott. Robert Lavezzari (1866-1977), rimasto affascinato da un articolo pubblicato da un medico americano, il Dott. Florence Gair, il quale descriveva  i metodi di una terapia manuale che il suo maestro, il Dott. A.T.Still, insegnava e chiamava con il nome di Osteopatia.

Il Dott. Gair, dopo aver avuto un lungo rapporto epistolare con il Dott. Lavezzari, si recò in Francia e durante un lungo soggiorno a Nizza gli insegnò diverse tecniche diagnostiche e terapeutiche di questo nuovo metodo americano.

Era dunque il 1919 quando Lavezzari, primo medico in Francia, praticò le manipolazioni vertebrali secondo il metodo di Still. Egli si prodigò soprattutto nello studio delle tecniche di mobilizzazione e di manipolazione del rachide cervicale e dei meningi, già insegnate da A.T.Still, cercando di migliorarle e perfezionarle. Nel giugno del 1936, il Dott. Lavezzari si stabilì a Parigi e nel 1949 pubblicò un libro dal titolo “Une nouvelle méthode clinique et thérapeutique: l’ostéopathie”. Qui, egli Iniziò anche a redigere articoli, fare conferenze, fino ad istituire il primo insegnamento dell’Osteopatia presso il Dispensaire Hahnemann di Parigi. Numerosi furono, a quel punto, i giovani dottori che decisero di approfondire lo studio dell’osteopatia, alcuni si recarono negli Stati Uniti, altri invece in Inghilterra, al London College of Osteopathy, come nel caso del Dott. Robert Maigne. Fu nel 1952 che il Dott. Lavezzari fondò con William Douglas, Pascal Piedallu, Thierry Mieg, Roger Lescure la “Sociètè francaise d’Osteopathie”, prima società erudita dei medici Osteopati, che riunì medici francesi, ma anche europei, che condividevano il medesimo spirito scientifico di ricerca, di sviluppo, e di perfezionamento di tutte le tecniche osteopatiche.

La seconda strada fu percorsa dal francese Paul Geny, che nel 1951 fondò a Parigi l’Ecole Française d’Ostéopathie, il primo collegio d’insegnamento dell’osteopatia rivolta ai chinesiterapisti.

Nel 1957 la scuola migliorò grazie all’influenza di alcuni osteopati inglesi: Thomas Dummer, Parnell Bradbury, Denis Brookes e Colin Winer.

In particolare Dummer garantì alla scuola una maggiore qualità degli insegnamenti riscrivendone completamente il programma di studi, una revisione che è stata completata solo nel 1961.

Nel 1965, per ragioni legali e per i numerosi attacchi subiti dall’ordine dei medici, la scuola dovette trasferirsi in Inghilterra, a Maidstone, diventando l’European School of Osteopathy, che si affermerà come una delle scuole più prestigiose d’osteopatia.

La terza strada fu percorsa da un osteopata inglese: Denis Brookes, appassionato studioso dell’osteopatia craniale. Fu grazie ai suoi contatti che nel 1964 giunsero in Francia un gruppo di tre osteopati americani.

Storia dell’Osteopatia in Italia

La conoscenza e la diffusione della filosofia osteopatica in Italia sono direttamente collegati alla radicata tradizione osteopatica presente in Francia fin dall’inizio del secolo scorso e che nei primi anni ottanta ha valicato i suoi confini per giungere nel nostro Paese.

Di seguito cercheremo di spiegare la storia dell’Osteopatia in Italia nelle sue tappe principali.

Alain Bernard-Roma

Nel 1979 fu il primo osteopata ad arrivare in Italia. Allora era solo un giovane fisioterapista, con specializzazione in fisioterapia dello sport e un diploma in osteopatia alla prestigiosa scuola inglese di Osteopatia di Maidstone.

Nel 1981 cominciò i primi corsi di osteopatia nel suo studio che si trovava a Roma, in via Savoia, a cui aderirono 12 allievi per tre anni, fino a che Bernard decise di smettere poiché si rese conto che da solo non poteva riuscire ad impartire un insegnamento completo. Suggerì quindi a chi fosse interessato ad iscriversi alla scuola di Maidstone in Inghilterra.

A.I.O. Ancona – I.I.O. Milano

E’ il dicembre dell’82 quando si avvia per la prima volta ad Ancona il primo anno di corso in osteopatia promosso dal belga Eddy Deforestdirettore della neonata Associazione Italiana di Osteopatia (AIO). Tra i soci fondatori dell’AIO ricordiamo anche il pediatra Manfredo Tarola e Paolo Castagna, all’epoca insegnante di educazione fisica, Dino Del Cane e il dott. Nando Odorisio, specializzato in Radiologia, oltre al fisioterapista Pasquale D’Antonio.

Come spiega Eddy Deforest in un articolo dal titolo Una vita nell’osteopatia: Eddy Deforest – La prima scuola di osteopatia in Italia, pubblicato sul sito www.osteopatica.it, sarà proprio questo gruppo di pionieri a dare il via nel 1982 alla prima scuola di osteopatia italiana: l’Associazione Italiana di Osteopatia (A.I.O.). “L’anno successivo divenne l’Istituto Italiano di Osteopatia (attuale I.I.O. di Milano). Questa scuola iniziò la sua attività nel settembre del lontano 1983 presso una sede universitaria nella città di Ancona, con l’aiuto del Dott. Sciaretta, medico agopuntore; la scuola si sarebbe trasferita a Milano definitivamente 2 anni dopo. Il primo corso iniziava con una decina di studenti, tra cui il chinesiologo Fabrizio Cingolani”.

Malgrado le scarse risorse economiche, parteciparono come docenti ad un seminario della scuola anche Régis Godefroid (uno dei maestri di Eddy Deforest), direttore dell’IWGS Parigi e Leopold Busquet che collaborò per i successivi 3 anni.

Tra le altre collaborazioni di prestigiosi docenti francesi e inglesi ricordiamo anche Francis Peyralade, René Brien, Didier Le Floch, Pierre Tricot, Roger Caporossi e Clive Standen.

La prima classe era composta da dodici iscritti tra cui Fulvio De Panfiliis e Felice Pizzolorusso.

Luigi Ciullo, Vincenzo Cozzolino e Iginio Furlan, futuri fondatori di scuole italiane, hanno invece conseguito il D.O. con la terza promozione, insieme a Paola Sciomachen, futura presidente del ROI:

Il secondo anno di corso dell’AIO si spostò da Ancona a Pescara, e nel terzo anno accademico 84/85 vennero aperte due sedi: Roma e Milano. La sede romana venne presto soppressa e l’unica attiva e definitiva rimase quella lombarda, che negli anni 88/89 cambiò nome e assetto, diventando Istituto Italiano di Osteopatia (IIO).

Nel 1987 vennero conferiti in Italia i primi Certificates of Osteopathic Medicine (C.O.), nel 1990 i primi Diplomi di Osteopatia (D.O.)

I primi diplomati a Milano: D’Antonio, Castagna, Del Cane, Tarola fecero un corso serale con Deforest. I primi a finire il corso completo di osteopatia, invece, furono nel 1991: L. Ciullo, P. Sciomachen, I. Furlan, E. Gallo, V. Cozzolino, N. Di Mattia, F. Pizzolorusso e pochi altri.

L’esistenza di questi due diversi titoli, che attualmente hanno lasciato il posto a un’unica qualifica, ossia il D.O., fu determinata dal fatto che inizialmente l’associazione aderiva alle regole accademiche francesi e belghe, secondo le quali occorrevano seguire 5 anni di corso per ricevere il C.O. (Certificate of Osteopathic Medicine), per poi scegliere di proseguire frequentando circa sei seminari post-graduate, discutere una tesi e ricevere il titolo di Osteopata D.O..

Attualmente, invece, gli standard formativi e quindi il profilo scientifico e professionale degli osteopati italiani sono definiti e monitorati da Associazioni private che, in linea con le indicazioni europee, si fanno interpreti di un preciso ordinamento mento didattico per le scuole di osteopatia.

Il ROI è stato fondato da Eddy Deforest e da Pasquale D’Antonio nel 1989 nella piccola città abruzzese di Chieti. Lo stesso Eddy Deforest è stato il primo presidente del ROI per 2 anni, a cui è seguito Pasquale D’Antonio per altri 2 o 3 anni. Alla presidenza di D’Antonio è seguita quella di Eduardo Rossi e poi, nel 2015, di Paola Sciomachen.

CERDO. Un ulteriore punto di diffusione della disciplina osteopatica in Italia è stato Roma nel 1983.

Qui è stato organizzato il primo corso di Osteopatia promosso dall’UNC, l’Unione Nazionale Chinesiologi, all’epoca presieduta da Giuseppe Gussoni che è stato Presidente dell’UNC dal 1979 al 1985 in rappresentanza dei diplomati in educazione fisica (I.S.E.F.).

Giuseppe Gussoni in realtà è stato il precursore dell’Osteopatia in Italia sin dal 1960. L’idea di pensare ad un progetto osteopatico era molto forte già nel 1957, quando passava molto tempo in Francia, a Lione, dove frequentava la clinica di P. Stagnara, un chirurgo che si occupava di scoliosi che credeva fermamente nella chinesiterapia. Fu proprio a Lione che Giuseppe Gussoni conobbe diversi osteopati, iniziando a seguire il suo “istinto osteopatico” – come lui stesso ha dichiarato – alimentato da numerose letture di osteopatia.

In Italia, a Parma, Gussoni riversava le sue conoscenze all’interno del gruppo UNC, l’Unione Nazionale Chinesiologi”un gruppo estremamente attivo – ha detto lo stesso Gussoni – partito dalle conoscenze di Lione, i cui aderenti si incontravano una volta a settimana per sviscerare un argomento “alternativo” come il massaggio connettivale, la reflessologia del piede, l’auricoloterapia, etc.”. Da quel momento il gruppo decise di partire con una vera e propria scuola di osteopatia, pertanto si propose Gianluigi Bonaria che, iscritto all’UNC, propose due insegnanti francesi. Nel 1983 iniziò, dunque, il primo corso di osteopatia presso la Domus Mariae di Roma. Solo alla fine dell’anno, però, si scoprì che i due docenti erano degli studenti al 3° anno presso l’A.T. Still Academy nella sede di Marsiglia (che nel 1984 staccandosi da Lione, divenne C.O.P. di Marsiglia), nonché colleghi di Bonaria.

La prima classe di partecipanti al corso, quindi “vittime” ignare della truffa, era formata da circa 35 iscritti, quasi tutti diplomati ISEF, tra cui Mario Craviotto, Giuseppe Gussoni, Fausto Le Piane, Manuela Menegaldo, Bruno Perlo, Alessandro Rapisarda, Gianni Romersa, Francesco Praticò, Remo Nave, Rocco Palermo, Marina Poli,Eduardo Rossi, Gianluca Caretta e Stefano Peirone. Quando gli stessi studenti si accorsero dell’inganno, smascherando la truffa e i finti docenti, comunicarono l’accaduto a Michel Coquillat, direttore del C.O.P. “Collège Ostéopathique de Provence” di Marsiglia che, una volta a conoscenza del fatto, allontanò Bonaria dalla scuola.

Fu così che ell’anno accademico successivo, 1984/85, Coquillat organizzò a Roma il primo anno di corso ufficiale di osteopatia e, come egli stesso ci ha confermato, gli insegnamenti seguivano i criteri imposti dalla ”Collégiale Academique” poiché l’obiettivo era proprio quello di impostare una formazione simile a quella francese.

Quando la scuola ripartì si formarono due gruppi, poiché Coquillat lasciò agli iscritti la possibilità di ripartire dal primo anno oppure di proseguire il secondo. Solo l’anno successivo il gruppo si uniformò poiché coloro che proseguirono con il secondo anno furono bocciati, tranne Gianni Romersa. Arrivarono alla fine del quinto anno solo una decina di iscritti.

Con Coquillat arrivarono a Roma come insegnanti, anche Jan Gay, Gaëlle Lamarque, Michael Gillet, Alain Jourcin, Jean Pierre Hyspa e Maurice Audouard.

Nel 1990 si verifica un cambiamento delle strutture estere del C.O.P ed in Italia il CERDO sostituisce il C.O.P. Si crearono come conseguenze delle ulteriori fratture all’interno del primo gruppo di lavoro. Gay Jean non fece più parte della direzione della scuola italiana, che fu mantenuta solo da Maurice Audouard, che richiamò lo stesso Gay qualche anno dopo creando una nuova società con due sedi, Roma e Milano.

I primi diplomati CERDO di Roma nel 90/91 furono pochi superstiti: Alessandro Rapisarda, Eduardo Rossi, Gianni Romersa e Bruno Perlo.

Malgrado le buone intenzioni iniziali, le disavventure della formazione romana in osteopatia appaiono emblematiche dell’autoreferenzialità e delle personalizzazioni dei corsi di studi senza alcun controllo terzo, lasciati cioè all’iniziativa e alle ambizioni di singoli soggetti, non sempre qualificati. Un malessere questo che caratterizzò le scuole di osteopatia fin dai primordi e che, dopo la CERDO, si è espresso nel proliferare di corsi spesso inadeguati e fuori controllo in tutto il territorio nazionale. Causa realistica, quest’ultima, del ritardo della regolamentazione italiana e delle numerose deviazioni rispetto all’osteopatia meglio qualificata, come evolutasi internazionalmente negli ultimi due secoli.

EIOM – AIOT – SIOTEMA, sono le denominazioni delle tre scuole nate nell’anno scolastico 1992/93 rispettivamente a Padova, Pescara e Torino. Come le precedenti e le successive, l’insegnamento autoreferenziale trovava riferimento culturale nei principi internazionali della formazione in osteopatia interpretati dal ROI, associazione a cui le scuole rivendicavano a vario titolo appartenenza.

IEMO. L’Istituto Europeo per la Medicina Osteopatica di Genova, nacque nel 2006 per volontà del fondatore Luigi CIULLO, osteopata dal 1991, allievo dei pionieri francesi Peyralade, Caporossi e Briend e del noto ortopedico milanese Paolo Sibilla, già socio Fondatore dell’EIOM di Padova e vice-presidente ROI.. Nel panorama delle scuole italiane, questo Istituto assunse particolare rilevanza e notorietà per aver conseguito nel 2011 la prima e ad oggi unica “autorizzazione per l’insegnamento della medicina osteopatica” in Italia da parte della Direzione regionale ligure del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). Trattasi del primo corso di studi in osteopatia autorizzato dall’autorità competente, essendo lo stesso emanazione degli studi francesi dell’istituto E.O.Renard/C.E.E.S.O. di Parigi, ai sensi della legge italiana. Abolita in tal modo l’IVA dalle tasse scolastiche e portato il livello pedagogico italiano al più elevato standard europeo legalmente riconosciuto (4500 ore di frequenza di cui 1000 di tirocinio), lo stesso istituto genovese conseguì autorizzazione dal Ministero della Salute (Age.Na.S.) in qualità di Provider Nazionale ECM per l’aggiornamento sanitario di tutte le professioni sanitarie. Si inaugurò così la fase del confronto formale tra osteopatia e medicina, essendo l’osteopatia per la prima volta uscita dalla autoreferenzialità nel riferimento terzo ai rapporti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che dal 2010 ne definì il ruolo autonomo nei sistemi sanitari nazionali. A dimostrazione dell’evoluzione positiva, scevra da improbabili personalismi e portavoce di autentica vocazione per la migliore Osteopatia, l’istituto IEMO divenne anche responsabile della formazione a distanza (FAD) in materia osteopatica, accreditata ECM tramite il sito web www.osteopatia-fad-ecm.it .

La legge 3/2018 identificò in Italia l’Osteopatia come professione della salute (Governo Renzi-Gentiloni). Nella stesura del testo di legge che definì anche tempi e modi per giungere a nuovo Albo professionale nazionale, ordinamento universitario e verifica delle equipollenze, furono determinanti i ruoli di L. Ciullo, Direttore IEMO e di P. Sciomachen, Presidente ROI, presso le più alte istituzioni della Repubblica. Gli stessi, in rappresentanza dell’Italia, avevano partecipato alla stesura della norma europea di standardizzazione per l’osteopatia, CEN 16686.

Nel 2019, allo scopo di prevenire contenziosi legali, il Presidente dell’Albo nazionale TSRM e delle Professioni Sanitarie TRP, in cui è stata identificata la collocazione del futuro Ordine italiano degli osteopati, scrive due diverse lettere ai direttori delle scuole italiane di osteopatia per richiedere l’informativa ai rispettivi studenti circa l’impossibilità di garantire agli stessi l’abilitazione professionale al termine degli studi effettuati presso le rispettive scuole. Egli ribadisce, cioè, che la valutazione delle equipollenze non potrà che riferirsi ai requisiti legali degli studi svolti nel riferimento alla nuova normativa in fase di decretazione attuativa: una doccia gelata per i futuri osteopati.

L’Associazione Degli Osteopati Esclusivi (ADOE), fondata nel maggio 2019 in Como, è l’ultima delle numerose rappresentanze dell’ormai molteplice e variegato panorama osteopatico italiano. Questa, in attesa della conclusione dell’iter legislativo, si distingue tuttavia dalle altre associazioni nel rappresentare i soli professionisti che esercitino esclusivamente l’osteopatia, essendo in possesso di titolo abilitante all’estero e/o avendo frequentato i corsi autorizzati in Italia. ADOE si rappresenta come garante e testimone della legalità dei requisiti pedagogici e di competenza più elevati ed accreditati in Europa. Un contributo che si augura di essere determinante per il migliore e definitivo riconoscimento della professione anche nel nostro Paese.

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